Progetto Jesus

 

Quadro di Roberto Nezzi

Note sul progetto Jesus in Galleria Spazio 6

La Galleria d’Arte Spazio 6 non ha addentellati o legami con istituzioni religiose, ha sempre mantenuto una linea di laicità, perciò la scelta di un tema religioso nell’ambito della Pasqua è avvenuto in totale libertà.
L’invito di Giancarlo Zanini agli artisti che gravitano attorno alla Galleria, così come dimostra questa esposizione, è stato accolto con molto interesse e partecipazione. Ogni artista ha trattato il tema sacro secondo la propria sensibilità e visione culturale, cercando di esprimere non solo una valenza artistica, ma anche valoriale, conscio della profondità del tema affrontato. I modi dell’espressione artistica qui rappresentati vanno dal figurativo moderno, prevalente, all’astrattismo, al concettuale e all’elaborazione fotografica, anche se travalicano queste etichette in forme di espressione affatto personali.
Il tema del Sacro ha attraversato tutta l’arte occidentale e ne è stato una fondamentale sorgente di ispirazione. I grandi nomi che mi vengono in mente di primo acchito sono Giotto, per la Cappella degli Scrovegni, il Beato Angelico del Convento di S. Marco e il Michelangelo della Cappella Sistina; come Veneto penso al Tiziano che nella Deposizione ritrae se stesso nelle vesti di Giuseppe d’ Arimatea. Lo spirito religioso che anima queste opere si fa sostanza stessa della pittura.
L’evoluzione dell’arte ha seguito, poi, quella del pensiero occidentale; dal Medio Evo fino all’epoca attuale della scienza e della tecnica. La tematica religiosa è stata via via messa ai margini; ma spesso l’effetto dell’abbandono di questo sublime tema ispiratore è stato un certo processo di decadimento dell’arte stessa; questa è anche la tesi sostenuta dal critico e storico dell’arte austriaco Hans Sedlmayr.
Al giorno d’oggi, fare dell’arte sacra, è diventato un po’ come andare contro corrente. Significa opporsi a quel tentativo di appiattimento e di conformismo culturale che ci viene proposto e quasi imposto dal cosiddetto ‘pensiero unico’; come tutte le novità, anche questa viene dall’America e ha invaso l’Europa, nel tentativo di sradicare la nostra cultura, la nostra identità, per impoverirci e renderci meri soggetti adatti al consumismo.
A venire attaccato, naturalmente, è stato anche il nostro credo religioso: vivamente consigliato dall’Unione Europea di mettere al bando perfino il nome del Natale, dopo averne affossato il significato religioso; si sconsiglia vivamente di nominare anche Giuseppe e Maria; senza considerare l’opera di distruzione nei confronti della Storia, del suo faticoso cammino, e del pensiero filosofico, ridotto a una materia inutile.
Perciò, a questo punto, il mio plauso va a Giancarlo Zanini, che ha saputo andare contro corrente; perché questa mostra non presenta l’arte sacra come è stata interpretata dagli artisti del passato, ma da quelli contemporanei; che si fanno testimoni e interpreti di una fonte di ispirazione che è alla base stessa del significato della vita dell’uomo.
Perciò invito ciascuno dei presenti a prendere visione di queste opere, tutte eccellenti e ricche di significato, e a farsene una personale opinione.

Franco Casati